Dal 25 al 27 Settembre - GUALDO TADINO (PG) - Giochi delle Porte

Dal 25 al 27 settembre il borgo umbro di Gualdo Tadino (PG) torna a vestire i panni del XV secolo con i Giochi de le Porte.

In Piazza Grande si rivive il fascino del medioevo. Il folclore e le bizzarre fogge del '400 italiano, la tensione emotiva per la competizione, il frastuono dei tamburi che porta da un rione all'altro, i sapori e gli aromi che provengono dalle quattro taverne, luoghi di ritrovo e di convivialità che tornano ad antico splendore. Tutto all'insegna dello spirito cavalleresco, della lealtà e della cordialità.

In questi giorni di festa e di sfida, preparati con cura nell'arco dell'intero anno dalla comunità gualdese, i quattro rioni, che corrispondono alle quattro porte di accesso al borgo - Porta San Benedetto, Porta San Donato, Porta San Facondino e Porta San Martino - si contendono il Palio di San Michele Arcangelo, palio che prende il nome dall'antica giostra equestre che nel corso del medioevo si svolgeva l'8 maggio e il 29 settembre in occasione della celebrazione della festa patronale.

Dopo oltre cinque secoli di interruzione, è negli anni Settanta che la città di Gualdo ripropone l'antico Palio in chiave moderna come sfida tra i quattro rioni cittadini. Con i Giochi delle Porte Gualdo si sfida alla "singolar tenzone" e la "Gente de Porta", con il proprio lavoro minuzioso e particolare, riporta la città nel lontano clima medievale per rivivere l'atmosfera, la gloria e la nobiltà del '400. Così la città ricostruisce gli antichi splendori non solo dividendosi nelle contrade imbandierate con i coloratissimi drappi, ma soprattutto nell'animo dei portaioli che, esaltando lo spirito di rivalità, contribuiscono a ricostruire una atmosfera tutta medioevale.

Si inizia il venerdì con la giornata degli Sbandieratori protagonisti di uno spettacolo unico, ricco di suggestioni, tecnica, movimenti e volteggi. Il venerdì è anche il giorno dell'apertura delle taverne con lo scambio dei doni tra le quattro porte. Ogni porta porge alle altre ceste e canestri ricchi di prelibatezze in segno di rispetto e fratellanza. E già dal primo pomeriggio le vie di Gualdo sono pervase dai profumi di ricette antiche e piatti d'altri tempi.

Il sabato è il giorno del corteo storico. Si apre con l'atto simbolico in cui il Sindaco consegna le chiavi della città al Gonfaloniere concedendogli la potestà e l'autorità per il periodo della manifestazione. Quindi la lettura dei bandi di sfida, scritti in un misto tra dialetto, volgare e latinismi, in cui i Priori delle quatto porte esaltano il proprio rione e lanciano frasi di scherno e sfottò per colpire verbalmente gli avversari. La lettura del bando precede l'atteso corteo storico con oltre mille personaggi in costume d'epoca. Priori, messeri e dame, tamburini, alfieri e popolani, nei loro abiti ricostruiscono spaccati della vita di allora, rinascono così le corporazioni le arti, i miti le leggende e le paure di un tempo. Magistralmente confezionati dalle sartorie di Porta, gli abiti coniugano il raffinato gusto del primo Rinascimento con lo sfarzo dei velluti, i broccati, le sete e i copricapo vistosi del tardo gotico, riprendendo perfettamente l'abbigliamento d'epoca. La minuzia e l'abilità dei costumisti hanno ottenuto riconoscimenti d'oltralpe, tanto che una produzione spagnola ha richiesto gli abiti de i Giochi delle Porte per un film dedicato a Lucrezia Borgia.

Ogni porta fa sfilare i propri figuranti interpretando a proprio modo il '400 con una tematica a scelta, giocando tra allegorie, espressioni culturali e riferimenti storici. Soltanto uno riceverà il premio della giuria.

In questa edizione San Donato riprodurrà il passaggio a Gualdo del corteo funebre in onore di Oddo Fortebracci, San Facondino rappresenterà il "grano" simbolo di vita e di sostentamento nel panorama quattrocentesco italiano, San Martino porterà in piazza un corteo dedicato a gli svaghi e ai passatempi del Quattrocento, mentre San Benedetto ritrarrà la nascita della stampa a caratteri mobili e la lavorazione della carta nel XV secolo.

Ogni anno una giuria di grande spessore, nominata dall'Ente Giochi su indicazione della commissione artistica, è chiamata a designare il miglior corteo. L'edizione 2008 ha visto la presenza di Erminia Irace, storica e docente di Storia Moderna nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia, Francesco Frigeri, scenografo e sceneggiatore che vanta collaborazioni con Placido, Pieraccioni, Troisi e Tornatore, e Francesca Livia Sartori, costumista con un curriculum di grande prestigio che l'ha vista lavorare al cinema, in teatro e per la televisione, con registi del calibro di Monicelli, Virzì, Mazzacurati, Salemme, Verdone, Olmi, ricevendo nomination e riconoscimenti per vari premi.

I morbidi veli, le acconciatore vistose e i lunghi strascichi chiudono la notte del sabato gualdese e lasciano spazio a quella trepidazione per la sfida che a Gualdo chiamano "gualdesità".

E così si arriva alla domenica: il tanto atteso giorno "de li giochi". La mattina è tempo di estrazioni per gli ordini di gara. Poi ogni Porta si ritira nella propria taverna e, consumato il pranzo e riti scaramantici, rientra in Piazza Grande: inizia la sfida.

La piazza è un turbinio di voci e colori e la tensione emotiva è condivisa con trasporto dai numerosi turisti. In tre ore dense e cariche di emozioni vengono riproposte le antiche gare che si alternano in quattro fasi. Si inizia con la corsa a cronometro dei carretti trainati dai somari che percorrono l'anello del centro storico guidati dall'abilità dell'auriga e del frenatore. Il secondo gioco consiste nel centrare con la fionda un piatto in ceramica raffigurante il cuore della strega nemica di Gualdo. Il terzo, il tiro con l'arco, ha come bersaglio un tabellone a cerchi concentrici. La quarta gara che è la più bella e avvincente, quasi sempre decisiva, prevede la cavalcata contemporanea dei quattro somari montati a pelo. È al traguardo di questa che l'assegnazione del palio, determinata dal maggior punteggio ottenuto nei quattro giochi, non ha più dubbi.

Al termine delle gare la porta vincitrice brucerà il simulacro della Bastola, la strega a cui la leggenda attribuisce la distruzione dell'antica Gualdo con un incendio.

Passati gli attimi di delusione e sconforto per le porte sconfitte, nella città sarà festa grande per tutta la notte. Dall'indomani si ricomincerà lavorare per il prossimo Settembre e occorrerà attendere un anno prima di immergersi nuovamente in questa favola antica.

IL PROGRAMMA

IL VENERDI IL SABATO LA DOMENICA
ore 18.00
Corteo storico. Scambio dei doni, apertura delle taverne, inizio dei Giochi de le Porte.
ore 21.30
Esibizione del Gruppo Sbandieratori della Città di Gualdo. ore 14.00
Corteo dei giocolieri e prove di tiro con arco e Fionda.
ore 16.30
Esibizione competitiva "Balestrieri Waldum". Cerimonia di consegna del palio al vincitore.
ore 20.00
Ingresso in piazza dei Cortei storici delle Porte

ore 20.30
Consegna delle chiavi della Città al Gonfaloniere. Lancio del bando di sfida
ore 22.00
Corteo storico. circa 800 personaggi in costume d'epoca del XV secolo lungo tutte le principali vie del Centro storico.
ore 10.30
Pesa dei carretti di gara e sorteggio.
ore 14.00
Esibizione Gruppo sbandieratori città di Gualdo Tadino
ore 14.30
Corteo storico. circa 800 personaggi in costume d'epoca del XV secolo lungo tutte le principali vie del Centro storico.
ore 15.30
PALIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
Benedizione dei giocolieri e dei somari.
I Giochi :
- Corsa del Somaro con il carretto
- Tiro con la fionda.
- Tiro con l'arco.
- Corsa con il somaro a pelo.
Al termine rogo della Bastola da parte della Porta vincitrice il Palio
Ore 24 cerimonia di chiusura

NOTE STORICHE

È la manifestazione che rievoca l'antico Palio di S. Michele Arcangelo che nel corso del medioevo si svolgeva l'otto di maggio in occasione della celebrazione della festa patronale: la venerazione all'Arcangelo ha radici antiche e profonde essendosi originata nel territorio, probabilmente, al tempo del dominio bizantino e longobardo.
Il palio sicuramente si richiama alle antiche giostre equestri che caratterizzavano le ricorrenze patronali che la città di Gualdo celebrava, con grande concorso di popolo, in onore di S. Michele Arcangelo l'8 maggio e il 29 settembre di ogni anno.
Di questo Palio antico si ha notizia per la prima volta in un Decreto del Cardinale Legato in Gualdo, Antonio Ciocchi del Monte emesso con il fine di regolare il vivere civile e riordinare la vita amministrativa e politica della città.
In occasione dell'emanazione di tale decreto, il Cardinale Del Monte, sotto la data del 29 agosto 1519 prende due decisioni de vitale importanza: da un lato tende ad incentivare l'afflusso di correnti mercantili e culturali che ruotano intorno alla grande fiera dell'8 maggio; dall'altro, limitando, per tutta una serie di problemi di ordine finanziario, il Palio che viene disputato in occasione delle celebrazioni delle omonime feste di S. Michele.
Riguardo alla fiera, della durata di otto giorni, istituita con decreto del 25 marzo 1428 il Consiglio il massimo Consiglio cittadino stabilisce che durante il suo svolgimento dovevano esentarsi dagli oneri di tasse non solo i comuni balzelli e pedaggi, ma anche le imposte sui vini, sulle carni e sui generi commestibili con lo scopo di favorire l'afflusso dei forestieri che avrebbero arrecato benessere al commercio locale.
Riguardo al Palio di S. Michele Arcangelo, la seconda rubrica della citata deliberazione, stabilitsce un aumento di salario al Gonfaloniere e ai Priori, perché potessero usufruire dei servizi di un cuoco nel palazzo comunale, con lo scopo di evitare che, per l'insufficienza dello stipendio, ammontante a "quatuor ducatos de carlenis et octo carlenos" ogni bimestre, i magistrati obbligati a risiedere permanentemente nel palazzo pubblico, fossero costretti a farsi recare il cibo direttamente dalle proprie abitazioni, con notevoli disagi per i familiari.
Per far fronte a questo maggiore impegno di spesa, la somma occorrente viene reperita, parte con i "proventus spectet macelli supramuri" e parte recuperando la metà della somma normalmente assegnata al Palio, che si usava correre in "festo Sancti Angeli", dovendo restare l'altra metà a disposizione dei "Balisteriis et Scoppetteriis", che prendono parte al Palio stesso.
In questa occasione la documentazione ufficiale consacra il Palio come manifestazione ludica primaria della città, la cui gestione e organizzazione era di pertinenza del Comune che assumeva il compito di provvedere all'acquisto del premio da assegnare al vincitore, di regolare lo svolgimento dei giochi, consistenti in corse a piedi e a cavallo, in dispute con la balestra e con lo "scoppietto".
Del Palio, che scomparve agli inizi del XVII secolo, non se ne ebbe più memoria fino agli anni Settanta, quando una più attenta rilettura delle fonti storiche facilitò la sua rievocazione in chiave moderna come sfida tra i quattro rioni cittadini la cui denominazione, Porta di S. Benedetto, S. Donato, S. Facondino e S. Martino, deriva dalla presenza di altrettante chiese extraurbane corrispondenti alle Porte di accesso alla città antica.
Dopo oltre cinque secoli di interruzione, quindi, nell'ultima domenica di settembre, con i "Giochi de le Porte", la città si sfida alla "singolar tenzone" mediante lo svolgimento di quattro gare: corsa di carri trainati da asini, tiro con la fionda, tiro con l'arco e corsa degli asini "cavalcati" a pelo.
E' la più grande manifestazione folcloristica che si svolge a Gualdo Tadino e vive grazie alla riscoperta delle taverne, i luoghi caratteristici riportati alla luce per l'occasione, dove nei tre giorni precedenti è possibile gustare i prodotti della tipica cucina gualdese.

Info www.giochideleporte.it

Nel video della Regione Umbria i giochi medioevali di fine settembre a Gualdo Tadino.